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Il viaggio di Mirnah

Mirnah è una bambina che deve lasciare il proprio paese, con i genitori. Confortati da lettere entusiaste quanto false, iniziano il loro viaggio verso un paese sconosciuto, che Mirnah immagina come l’isola del tesoro. Arrivata nel paese d’emigrazione, che potrebbe essere la Svizzera, la piccola famiglia affronterà, sullo sfondo di difficoltà economiche e linguistiche, varie forme di razzismo e xenofobia, dai pregiudizi ordinari alla violenza verbale, dall’aggressione fisica alle difficoltà burocratiche. Mirnah cerca i suoi punti di riferimento e in parte li trova in una comunità "integrata" che l’aiuta. Per vie clandestine il padre trova un lavoro nero. Poco a poco la situazione si normalizza. E un giorno il padre riceve un vero impiego, in una fabbrica lontana. Il secondo viaggio è quello della speranza. Ma all’arrivo trovano la fabbrica chiusa e disperano. La madre di Mirnah muore poco dopo. Padre e figlia sopravvivono con il doppio dolore delle radici perse e del lutto. Un giorno decidono di tornare nel loro paese, in macchina. Ma un autista criminale provoca un grave incidente. Allora Mirnah e suo padre compiono l’ultimo viaggio (reale o immaginario) verso l’Isola Magica, quel luogo che vorremmo fosse la nostra patria, dove la diversità di origine non è soltanto tollerata, ma apprezzata e diventa motore di vita sociale. Un’Isola Magica, diventata "casa mia" per chi guarda al passato e alle proprie radici senz’altra nostalgia che quella dell’infanzia inevitabilmente persa.

Con la classe 3I e la terza annualità d’italiano come materia facoltativa abbiamo partecipato ad un progetto teatrale multimediale e didattico nell’ambito della lotta al razzismo e alla xenofobia.

All'interno delle istituzioni scolastiche concetti connotati negativamente quali "xenofobia" o "razzismo" sono però spesso tabu. Riteniamo che è di primordiale importanza osare rompere il muro di silenzio intorno a questi termini e inserire attività di sensibilizzazione nell’insegnamento non solo della lingua madre, ma anche delle lingue straniere.

Siamo partiti da esperienze biografiche di stranieri residenti in Svizzera. In piccoli filmati abbiamo visto delle testimonianze con episodi di discriminazione o di xenofobia. Le abbiamo confrontate con le nostre esperienze. Questo è stato il primo passo di presa di coscienza del problema. In secondo luogo abbiamo visto il teatro “Il viaggio di Mirnah”. È nata una discussione sul teatro stesso e sui problemi rappresentati. I poster ne fanno vedere il risultato.

Infine abbiamo riflettuto sui problemi della nostra società e scritto il tema "La società del futuro" inserendo le nostre speranze e critiche nei pensieri e testi che si possono leggere nella terza parte della nostra esposizione.


Speriamo di aver dato un contributo alla sensibilizzazione del problema e all’accettazione della Svizzera come paese plurilingue e da lungo tempo terra di immigrazione e di asilo, della Svizzera che sta modificando il proprio quadro socioculturale.